Agricoltura di montagna: le produzioni locali a rischio di estinsione!! soluzioni e rimedi possibili
il:sabato 28 settembre 2019

Il sostegno e la valorizzazione dell’attività montane dovrebbero essere un elemento cruciale delle politiche regionali molisane.

Tale territorio al quale si rivolge il corso coincide, sostanzialmente, con quelle che, a seconda delle diverse normative e classificazioni, sono definite “aree marginali” o “zone svantaggiate”, cioè aree con livelli di sviluppo significativamente inferiori a quelli del territorio circostante.

In tale contesto è fondamentale il ruolo ambientale/territoriale dei pascoli; basti citare la tutela della biodiversità,del paesaggio/fruibilità turistica,la prevenzione pericolo incendi, rapporti con la fauna selvatica.

La forte diversità di ambienti e situazioni socio-economiche ancorate a tradizioni secolari e all’utilizzo efficiente, ma sostenibile, delle risorse locali, ha consentito il sopravvivere di sistemi produttivi legati alla foraggicoltura di valle, all’utilizzo estivo dei pascoli in quota e all’allevamento di animali adatti al territorio. Però da circa 40 – 50 anni si sono progressivamente imposti modelli intensivi che, se da un lato hanno consentito un aumento delle produzioni unitarie e, almeno in passato, del ritorno economico, dall’altro hanno generato problemi ambientali, abbandono delle terre marginali, perdita di biodiversità. Oggi sta emergendo il fallimento di questi modelli che non sembrano più in grado di reggere una competitività basata, di fatto, solo sulla capacità di ridurre i costi di produzione. È quindi opinione comune che il settore debba spostare l’ambito competitivo sulla qualità, sia di prodotto sia di processo, sulla diversificazione e, non ultimo, sulla capacità di evocare il territorio di produzione e i suoi valori ambientali, storici e culturali.

I tanti vincoli alla produzione che caratterizzano l’allevamento in montagna devono dunque tramutarsi in un vantaggio competitivo. Il cittadino-consumatore, alla ricerca di prodotti identitari e sempre più attento alle tematiche ambientali, alla sicurezza alimentare, al benessere animale, deve essere messo nelle condizioni di riconoscere nei prodotti di montagna quell’insieme di caratteristiche che li rendono inimitabili e tipici di un territorio. Il latte prodotto da questi animali dovrebbe essere trasformato in prodotti caseari che corrispondano a quelli che compaiono nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani o comunque prodotti secondo metodi antichi e tradizionali. Di conseguenza questi prodotti avranno un’importanza nell’ambito di mercati locali e potrebbero far parte integrante dell’offerta turistica eno-gastronomica.Garantire la sicurezza dei consumatori , perché oggi non bastano più le antiche tecniche, sono cambiati tanti aspetti e bisogna controllare e sviluppare dei punti di controllo legati non alla pastorizzazione , ma alla qualità del latte crudo, alla biocompetizione dei batteri lattici aggiunti o favoriti, al controllo delle temperature di lavorazione e stagionatura, che diventano fondamentali per un controllo di filiera ed una certificazione del processo.


6,5

crediti

ECM

stato:

Erogato da Inviare

dura ore:

5
Prenotati..


Segreteria
Ordine dei Veterinari di Campobasso
Indirizzo: via Mazzini, 129 Campobasso
Tel: 3205312122
Fax: -
Mail: info@veterinari.cb.it
Web: http://www.veterinari.cb.it/
Si terrà presso \
Sede:
Casa Comunale
Indirizzo:
Via San Lorenzo, 19 - 86090 CASTELPIZZUTO (IS) Castelpizzuto



Sessioni in cui il corso è suddiviso

Sessioni Obbligatorie

Sessione Unica

da sabato 28 settembre 2019 alle 15.00 a sabato 28 settembre 2019 alle 20.00
Sede: Casa comunale
Via S. Lorenzo, 19, 86090, Castelpizzuto

NOTA: ai fini dell'ottenimento dei crediti formativi previsti, sussiste l'obbligatorietà di frequenza a tutte le SESSIONI.



Relatori

Responsabili Scientifici

NIROAngeloASREM - Campobasso

Relatori e Moderatori

CITROAngeloASL Salerno
TROISIRosario SabatinoIstituto di Gestione della Fauna - Napoli
ZICARELLILuigiUniversità degli Studi di Napoli "Federico II"